1DEMASI

data: 27 giugno 2016

autore: Mario M. Molfino

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A proposito di telelavoro: Domenico Demasi e la “sindrome di Clinton”

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Ho conosciuto Mimmo Demasi nel 2005, in occasione del convegno “DOVE SORGE IL FUTURO” un incontro organizzato dalla facoltà di Sociologia del lavoro alla Sapienza di Roma. Occasione nella quale ero stato invitato con Carlo Infante e Mario Morcellini a parlare di “NOMADISMO DIGITALE”.

L’Aula Magna era gremita e mi sentivo come un pulcino bagnato; la mia agenzia M-Team, stava per essere legittimata come la prima esperienza europea di Nomadismo digitale. La prima agenzia di comunicazione totalmente organizzata con il lavoro a distanza, nell’ovunque e nell’altrove che grazie ad una ricerca della Facoltà condotta da Giulio Marini e diretta dal Professor Demasi che ne tracciava le linee e gli effetti nel mondo della comunicazione che muoveva i primi passi nell’universo digitale.

Una delle tante esperienze di telelavoro seguite dal Professor Demasi che ancora una volta ne esaltava la figura e le visioni di profondo ricercatore e guru mondiale nel telelavoro.

Ed eccomi ancora con lui per una serie di video-interviste che ho di recente realizzato per conto di HR Link.

Una esperienza più unica che rara con il professore e un modesto, pur se utile contributo all’innovazione e all’intelligenza creativa.

che convive con la bonomia umana e umanistica di un napoletano verace.

La cosa che colpisce di più di Mimmo Demasi è la sua bonarietà che contrasta con l sua durezza di scienziato. Un Kiwi; ispido e rugoso fuori e morbidamente dolce dentro. L’occhio vispo e sempre connesso del docente scienziato che ti frusta ogni qualvolta dici una stupidaggine e il sorriso morbido e comprensivo che sembra dirti: “Non preoccuparti, di cazzate ne diciamo tutti”.

Una chiacchierata tra vecchi amici per parlare di telelavoro, proprio nel giorno in cui Barilla dichiarava che nel 2020 introdurrà questa pratica nei suoi processi produttivi. La cosa ci ha fatto ridere e ci siamo chiesti perché tra quattro anni, quando per introdurre il lavoro da casa basta una connessione wifi e un normalissimo computer portatile. A meno che la Società non si stia preparando a lanciare lo spaghetto virtuale da gustare in teletrasporto… Ma di questo dubitiamo seriamente, almeno per il momento.

Ma la cosa che più mi ha più colpito è la risposta alla mia domanda: “CHE COSA FRENA IL TELELAVORO IN ITALIA?” e il prof, con la sua aria leggermente ironica e quasi sbarazzina mi ha risposto: “Quella che io chiamo “LA SINDROME DI CLINTON”.

Quel sentiment tutto particolare che si fonda sulla retorica del vecchio piccolo padroncino italiano che anche quando diventa grande come Zanussi, Borghi o Ferrero, non può rinunciare a contare i “suoi dipendenti” come il pastore conta i suoi armenti. Una relazione al limite del patologico che si fonda su potere – controllo – dominio ed è spesso e volentieri più forte e motivante dei risultati produttivi.

Un racconto che potrete scoprire direttamente dal Professore, seguendo la mia video-intervista.

Una vera e propria chicca per chi desidera approfondire il tema del telelavoro, di cui Demasi è indiscutibile padre putativo e sempre vicino all’idea di nomadismo digitale, nel quale io stesso ho dato fattivi contributi, fondando la prima ROM Agency europea e continuando a coltivare il valore del lavoro senza il suo pakaging  tradizionale, ma soprattutto senza il “padrone” e il suo fiato sul collo.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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