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data: 30 luglio 2014

autore: Mario M. Molfino

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Al via il primo Festival della comunicazione: A Camogli Grandi nomi mediatici e poco spazio al digitale e all’advertising

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Dal 12 al 14 settembre, a Camogli, patria del panino più famoso in autogrill, si terrà la prima edizione del Festival della comunicazione.

L’evento coinvolgerà moltissimi tra i grandi nomi della comunicazione. Grandi e tutti prestigiosi; a partire da Umberto Eco, Corrado Augias, Mario Calabresi, Gad Lerner, Beppe Severgnini, Stefano Bartezzaghi e Carlo Freccero. Scrittori best, grandi firme del giornalismo, famosi semiologi, guru della TV e scienziati di chiara fama internazionale.

Un evento di indubbio valore per nomi e numero di eventi, al quale è assicurata una notevole copertura mediatica: dalla carta stampata con Repubblica e al sito di infotaiment Wired e sul locale il Secolo XIX e Mentelocale Genova; senza contare l’impatto della Rai, con la partecipazione come relatore del direttore generale Luigi Gubitosi e da una folta schiera di alti papaveri.

Oltre a questi preziosi partner  l’evento sarà presente  sui principali social network (Twitter, Facebook, Youtube, Instantgram); anche se ancora non si sa con quale grado di interattività.

Una buona idea con le gambe corte

L’idea alla base del festival parte dal presupposto che la comunicazione è una componente fondamentale dell’economia di mercato. Proprio per questo risulta indispensabile parlane a tutti i livelli; soprattutto in considerazione dei cambiamenti strutturali che hanno coinvolto il settore. Ed ecco la necessità, per gli organizzatori di lanciare una manifestazione che mancava: “ci siamo resi conto che su 120 Festival culturali in Italia nessuno era dedicato alla comunicazione”.

Un po’ come dire che in Italia non si parla di cinema solo perché hanno titolazione diversa: Festival, Rassegna, Manifestazione, Kermesse. La dichiarazione non è infatti del tutto corretta e, così a memoria,  ci ricordiamo, solo a titolo di esempio, il Forum della comunicazione organizzato da Comunicazione italiana  in pista da quasi dieci anni; senza contare il quasi omonimo festival della comunicazione che si è svolto a Lodi dal 22 maggio al 1 giugno 2014 e dal 1 al 4 maggio il festival della TV e dei nuovi media. Tutte realtà che trattano l’universo comunicazione con attenzione professionale e visione aperta.

A partire da ciò, secondo le intenzioni espresse sul sito dell’evento si andrà ad affrontare quella che da alcuni anni a questa parte è la nuova sfida della comunicazione:“Il Festival della Comunicazione farà il punto sulle innovazioni tecnologiche e sulle nuove opportunità che la Rete e i social media mettono oggi a disposizione degli utenti e delle imprese, individuando al contempo i possibili sviluppi futuri, le nuove strade della comunicazione.”   E in homepage la dichiarazione fondante:”Il primo in Italia dedicato alla comunicazione a 360 gradi”

 Un’occasione persa?

 In base a queste apprezzabili dichiarazioni d’intenti sarebbe stato lecito aspettarsi una particolare attenzione e profondità per il mondo digitale. La vera, grande innovazione che si registra da decenni nel mondo della comunicazione; con presenze di valore che lavorano ormai da anni in questo nuovo universo in continua evoluzione: blogger, youtubers, social media manager; content manager, web designer… Professionalità che hanno saputo inserirsi da protagonisti e contribuire con le loro qualità allo sviluppo della comunicazione globale.

ma, dati alla mano, dobbiamo constatare che al Festival della Comunicazione la comunicazione web è scarsamente rappresentata.

Sono infatti solo 5 i relatori invitati che fanno capo all’universo della Rete. Professionisti seri e rappresentativi, ma certamente troppo pochi rispetto ai tanti e pesantissimi mostri sacri della comunicazione “tradizionale” che presenta il programma. Il divulgatore informatico Salvatore Aranzulla, i blogger Silvio Gulizia e Matteo Bordone, la giornalista Carola Frediani e il progetto Twitteratura portato avanti da Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo.

Con un piede tra web e tradizione: Anna Masera e Annamaria Testa, due amiche e colleghe che stimiamo ed apprezziamo e che speriamo parlino anche con lingua digitale.

 Anche la pubblicità è latitante

Notiamo inoltre che anche una delle anime più tormentate della comunicazione risulta praticamente assente dalla kermesse camoglina. A parte la presenza prestigiosa e qualificata di Annamaria Testa, copy senior di vaglia e creativa eccellente, l’advertising non è affatto rappresentato. Grandi agenzie di pubblicità, italiane e multinazionali, Associazioni, Creativi, producer… Totalmente banditi dal novero degli ospiti.

E’ anche vero che la pubblicità sta vivendo un momento di riassestamento e di confusione che la creatività targata made in Italy non brilla per qualità e riconoscimenti internazionali. E’ anche vero che il mondo del web è formato soprattutto da brufolosi giovinastri che hanno ancora il latte sulle labbra e parlano in linguaggio parainglese che si capisce poco e dà fastidio ai linguisti della Crusca (spesso anche a me).

Ma tagliare fuori due grandi realtà della comunicazione come il digitale e la pubblicità mi sembra un po’ troppo.

È innegabile come la comprensione di un mondo così vasto e in costante aggiornamento non possa essere deputata a una manciata di interventi in un festival: non ci aspettiamo scioccanti rivelazioni da illustri guru, ma più semplicemente un maggior equilibrio tra comunicatori analogici e digitali, scrittori e creativi, web e carta. Ci aspettiamo di non essere catapultati dalla macchina del tempo di Camogli, nei mitici anni ottanta.

Magari anche arricchendo la conversazione con un utile e salutare confronto tra esperti di diversa estrazione, una importante occasione per avere un riscontro effettivo di quanto il lavoro della comunicazione possa più o meno cambiare nel passaggio tra analogico e digitale, schermi e carta, vista la frammentazione e la divisione per compartimenti stagni che si registra e che nonostante i passi fatti, ancora affligge il mondo dei media.

Purtroppo non sembra sia questa la scelta del Festival che malgrado le ammirevoli dichiarazioni d’intenti, rischia di rimanere una stringa di dati sulla pagina di presentazione dell’evento e una passerella di personaggi mediaticamente potenti che affermeranno la proprie rendite di posizione.

Comunque noi ci saremo; come blog-up e come Assodigitale che rappresentiamo in Liguria. Ci saremo a tempo pieno e registreremo tutto il possibile, con interviste e post in diretta sulle nostre pagine social. Sperando di aver sbagliato le previsioni, pronti a riconoscere, secondo il nostro punto di vista, i giusti valori a chi li meriterà.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

1 Response to “Al via il primo Festival della comunicazione: A Camogli Grandi nomi mediatici e poco spazio al digitale e all’advertising”

  • Luca Menna 31 luglio 2014 at 12:26 Rispondi

    Una occasione persa per far incontrare e confrontare i creativi nativi digitali con i grandi nomi che sono in lista a Camogli. Un vero peccato poiché dal confronto sarebbero emerse considerazioni interessanti e stimolanti per tutti in riferimento a un mercato che sta evolvendo, spostando interessi e budget, proprio nella direzione del digitale e dell’integrazione/interazione di questo con i mezzi convenzionali.
    In ogni caso i miei più sinceri auguri ai 5 chiamati a rappresentare la realtà digitale italiana.

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