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data: 13 ottobre 2014

autore: Mario M. Molfino

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Alluvione di Genova: la vendetta del Bisagno colpisce ancora

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Nel 1974 ho inaugurato la mia prima casa coniugale in Via Giglioli, proprio sotto al biscione che mi è franato in casa con le nefaste conseguenze che si possono immaginare; mentre il solito Ciriaco de Mita dichiarava “IL BISAGNO E’ UNA EMERGENZA NAZIONALE”. Poi negli anni ottanta, non essendo un provetto nuotatore sono emigrato in giro per il mondo; anche se le alluvioni hanno continuato a frustrare e imbestialire la città e i suoi cittadini Dal 1966 ad oggi sarebbero 131 le alluvioni che hanno coinvolto la Liguria. I cambiamenti climatici non sarebbero quindi gli unici responsabili dei disastri più recenti che hanno toccato la nostra regione, da sempre flagellata da precipitazioni improvvise e violente che ingrossano in troppo breve tempo gli imbottigliati torrenti genovesi. È quanto si evince dal catalogo storico aggiornato dal Cnr-Irpi(Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica). In particolare, dal 1970 frane e inondazioni hanno causato oltre 100 tra morti e dispersi (96 morti, 9 dispersi), 49 feriti e oltre 10.000 tra sfollati e senzatetto. Da allora le giunte DC, PCI, PDS, PD e miste non hanno fatto quasi nulla, a parte qualche intervento all’acqua di rosa dal 93 al 97, strappato dalla giunta di Adriano Sansa che a fine mandato è stato subito sostituito dall’Ulivo dell’ex socialista e galantuomo Pericu. Ed ecco a voi il 2011 con un’altra “bella” alluvione.  I soliti noti scaricano tutto il barile sulla “povera” Marta, schiacciata dal fango dei documenti. Un’altra diversione da prestidigitatore. Tutto si Concentra sulla caratteriale Marta Vincenzi e sulle sue indubbie e probabilmente colpevoli sviste procedurali e andiamo alle elezioni. Burlando, lancia in resta punta sul cavallo Pinotti e viene travolto con tutti i dalemiani della prima ora dalla frana (la protezione civile non avvisa) dei tre sindaci in quota SEL. A Milano a Napoli e a Genova arrivano i tre moschettieri: Pisapia, Demagistris e Doria. Il nuovo arancione che avanza. Un boccone amaro che prima o poi si dovrà digerire e metabolizzare. Ed ecco  Marco Doria, con la sua aria da principe svagato. Qualcuno pensa e gufa: “Prima o poi verrà anche la sua alluvione e allora si rimetteranno le cose a posto”. Ci ha provato Marco Doria e tra mille peripezie e salti mortali sono arrivati anche i soldi (qualche decina di milioni) per i primi e indispensabili lavori. Regolarmente assegnati con gare d’appalto e già deliberati. Ma la stramaledetta alluvione non arrivava ancora e si rischiava che i lavori partissero davvero. Allora ecco i bastoni tra le ruote. Ricorsi, controricorsi e ricorsini che rimbalzano da un TAR all’altro come palline da ping pong…E finalmente la “benedetta” alluvione è tornata. I lavori previsti, già appaltati ed assegnati sono ancora bloccati e i risultati li vediamo tutti. Ancora  acqua, fango, distruzione e morte. Altro che crescita.  Il vergognoso risultato di una guerra ben poco civile che non è ancora finita. Ma adesso staremo a vedere. Forse si eviterà il rimpasto e si procederà direttamente alla rimozione del capro; con tanto di elezioni comunali, allo scopo di rimettere le cose al solito posto. Ma il sostituto sarà un rampante e rottamatore renziano, un ritrito dalemiano o magari un grillino con apriscatole incorporato. La scelta sarà la solita tra il passato conservatore, il populismo delle promesse o il super-populismo dei vaffa. Dalla padella nella brace; ma si potrà scegliere se morire bruciati o annegati nella melma.  A noi la scelta. In fondo, in fondo, ma molto in fondo, siamo ancora una democrazia. Ma in tutto questo marcio viene a galla la crema: I RAGAZZI GENOVESI che senza nessuna particolare sollecitazione si sono armati di pale e hanno ripulito la città. Alla faccia dell’esercito della Pinotti e dei professionisti della Protezione Civile del borioso e presuntuoso Gabrielli (tutti i vigili del fuoco sono dislocati al Teatro dell Corte). Una nota positiva che mi fa ben sperare per un futuro più limpido. Ben diverso da quello dipinto dai Padoa Schioppa dei bamboccioni e dai Choosey della professoressa Fornero. Ragazzi, forse un po’ confusi dai messaggi contraddittori e niente affatto coerenti di noi adulti, ma che malgrado il mondo di melma che gli stiamo offrendo, dimostrano ancora una volta che l’indifferenza, l’ignavia e la malafede del potere può essere battuta. Magari a palate.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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