auguri - blog

data: 13 dicembre 2013

autore: Mario M. Molfino

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Auguri per un 2014 che nasca sotto una buona stella per tutti

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Il 2013 è stato un anno universamente difficile e anche il mondo della comunicazione non è sfuggito alla regola. La comunicazione digitale è cresciuta molto meno del previsto e quella analogica è in discesa verticale. In politica è successo di tutto: dal doppio Presidente della Repubblica che di fatto fa il President all’americana, mentre il leader e fondatore di Forza Italia è decaduto, almeno dal Parlamento; quello dei democratici promette rinnovamenti profondi, rottama la “vecchia sinistra” e la vecchia DC; Grillo, il “policomico”,  grida sempre più forte e tutti insieme, come il trio Lescano, cantano i tullipan fuori da Montecitorio, seguendo la lunga bacchetta del Quirinale. In risposta al gran casino istituzionale ed economico ecco scendere il piazza il movimento dei forconi, un tridente disperato e brandito da qualunque incazzato che ne ha buoni motivi e gli da il colore che gli pare, aumentando la confusione… Qualcuno entra nelle librerie urlando: “Bruciate i libri”, i poliziotti in servizio antisommossa si tolgono i caschi e simpatizzano con i manifestanti, mentre la settimana dopo menano come ferrai gli studenti della Sapienza. Intanto, per fare la legge elettorale c’è voluto il diktat della Corte Costituzionale che ha messo fuori legge quella porcellata in vigore. La magistatocrazia si sostituisce sempre più alla politica incapace che sta letteralmente scoppiando in faccia alla sua stessa classe dirigente. Sul piano sociale i ricchi continuano ad aumentare e i poveri assoluti anche, le donne continuano ad essere ammazzate per “amore” e la prostituzione minorile sta diventando di moda come una borsa firmata o uno smartphone di ultima generazione… Speriamo bene.

A livello mondiale anche qualche buona notizia come l’avvento di Papa Francesco con la sua aria di evangelica normalità; la stretta di mano tra Obana a Raul Castro o la fine della recessione eropea che haimè non sfiora neppure il nostro Paese. Mentre, dall’altra parte della bilancia,  il grande Madiba ci lascia. Un protagonista entrato a tutti gli effetti nel mito ma assolutamente distante dalle realtà di questo mondo senza valori per il quale ha lottato come un leone.

Ma in tutto questo caos ci sono ancora tante brave persone semplici che sperano ancora in una vita normale; con un lavoro, un tetto sulla testa e dei figli che vanno a scuola e aspettano la bicicletta da Babbo Natale.

A tutti questi, in particolare, sono rivolti i nostri auguri fraterni e per tutti gli altri: Quelli che navigano dentro le mefitiche caste produttrici di infelicità industriale, un avvertimento: Guardate che i forconi che si piantano nel sedere possono fare anche molto male. Anche perchè la corda è molto vicina al punto di rottura.

Un augurio che malgrado tutto è pieno di speranza e fiducia per un 2014 affinchè nasca e cresca sotto la buona stella di una ripresa sostenibile; senza sprechi, privilegi e promesse che non si realizzano mai.

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