coglioneno

data: 14 gennaio 2014

autore: Mario M. Molfino

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#coglioneNo: tre spot per combattere lo sfruttamento del lavoro creativo

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Dopo la “rivoluzionecreativa” che ha convogliato oltre tredicimila creativi a firmare per la tutela delle professioni che li riguardano ecco che il 2014, in piena continuità, si apre con “coglione No” una potente campagna virale che sta campeggiando in tutta la carta stampata e persino in televisione.
Complimenti ai creativi di Zerovideo (Stefano De Marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan) che l’hanno lanciata.

Idraulico  -  Giardiniere  – Antennista

Ma insieme al giusto riconoscimento per i contenuti concettuali della campagna riteniamo opportuna qualche considerazione allargata sul tema.
Premettendo che l’Italia dovrebbe essere Repubblica fondata sul lavoro e che in base all’art. 36 della stessa Carta costituzionale “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” La realtà che ci circonda e ci opprime, numeri e fatti alla mano, testimonia l’esatto contrario e lo sfacelo generale in cui produciamo contraddice ogni dettato di seria ragionevolezza e non solo dalla nostra beneamata Costituzione.
Una situazione che premia i furbetti e i compagni di abbondanti merende piuttosto di chi fa il proprio dovere con coscienza e onestà.
Se poi si parla di professioni creative la furberia impera e i lestofanti ingrassano alla faccia di tutti quelli che intraprendono in questo effimero universo.

In verità le due categorie di fondo scelte per la campagna, giovani e freelance sono certamente al centro della polemica, ma non ne sono esenti anche altri tipi di lavoratori. Personalmente dal grigio dei miei over sessanta e da oltre 40 anni di militanza creativa, posso testimoniarlo. Il cambio visibilità e il tentativo di convincermi che solo offrendomi un lavoro “creativo” mi stanno facendo un favore/vantaggio, mi capita tutti sempre e da sempre e i vaffa che distribuisco non mi consentono di appianare il rosso del mio conto corrente.
Aggiungerei pertanto che il tentativo di sfruttamento non si limita ai giovani e ai freelance, anche perchè conosco più di una piccola media struttura di comunicazione ricattata dalle promesse di visibilità o valorizzazione del portfolio per ottenere forti sconti o pesantissime dilazioni di pagamento sui servizi creativi erogati. Un andazzo che si perde nella notte dei tempi e riguarda tutti quei settori che coinvolgono i produttori di contenuti. Ma questo dipende dalla scadente valorizzazione che gli uomini dell’impresa riconoscono a questo genere di professionisti, dalla fine del rinascimento in poi.
Una campagna che, se non altro, coinvolge, informa e mette in Rete un modus operandi che deve essere corretto.

Questo il manifesto della campagna:
#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi.
È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol.
È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.

Ma la reazione e la lotta non può e non deve fermarsi qui. Servono leggi di tutela; sindacati che non tutelino solo i già tutelati e altre azioni: altri spot con nomi cognomi e documentazioni inoppugnabili; servono creativi che non accettino ricatti e false promesse e denuncino creativamente gli sfruttatori; ma soprattutto servono imprenditori che nascondendosi dietro la crisi smettano di comportarsi come squali famelici, stupidi e ignoranti; sempre pronti a mangiare i pesci più piccoli e deboli…figli compresi.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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