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data: 18 dicembre 2013

autore: Mario M. Molfino

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Expo 2015: lanciata la mascotte firmata Disney Italia. La prossima mossa: il parmesan alla conquista di Parma

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Ovviamente è una provocazione, ma risponde alle affermazioni di Daniel Frigo AD di Disney Italia e Giuseppe Sala Commissario Unico per l’EXPO di Milano. Affermazioni secondo cui, dato il tema “NUTRIRE IL PIANETA”, linea guida dell’esposizione universale, dovrà coinvolgere i bambini come protagonisti dell’evento.
Ecco il perchè di una scelta per questo trattamento puerile e banalizzante in puro stile disneyano di maniera. Dopodichè per aumentare il coinvolgimento è partito il contest sul sito www.expo2015.org per consentire ai poveri piccoli ignari di dare un nome agli 11 personaggi agroalimentari che compongono l’Arcimboldo naif. Un modo per trascinare i più piccoli in una operazione che puzza di sfruttamento minorile a scopo di naming. D’altronde in tempi di crisi far lavorare i bambini a scapito dei copywriter è d’obbligo.

“La scelta di Disney Italia di far rappresentare a un’intera squadra di personaggi l’Esposizione Universale del 2015 è molto fortunata e significativa anche dal punto di visto educativo” dicono i dirigenti disneyani nel corso della conferenza stampa di Milano, ma secondo noi si tratta, più semplicemente di una FURBATA in salsa italiana; ma niente affatto intelligente, come ormai accade da anni, ogni qual volta burocrati e politici si associano per occuparsi di scomunicazione.

Ma proviamo a vedere l’operazione da un’altra prospettiva e con qualche ragionevole perplessità sulle scelte:
Premettendo che si tratterà di un evento internazionale che dovrebbe mettere in risalto i valori del Made in Italy nel mondo grazie ai 20 milioni di visitatori che si aspettano in Italia, alcuni perchè sorgono spontanei e ingenerano una punta di nausea.

Data per scontata la riconosciuta e storica capacità creativa degli italiani, siamo proprio sicuri che scegliere creatività con DNA made in USA sia la decisione migliore e non premiare realtà di eccellenza, tutte italiane, come ad esempio Lanterna Magica di Torino  di Enzo D’Alò ,  creativo made in Italy, riconosciuto a livello internazionale e che ha prodotto fior di lungometraggi d’animazione (Pinocchio – La gabbianella e il gatto…). Certo che i vantaggi di andare su Disney Italia sono innegabili da molti punti di vista, ma, per restare alle metafore sul cibo, è come se Carlin Petrini conferisse il presidio Slow food all’ambuger di McDonald. Certamente più potente ed influente della Pasta di Gragnano ma…Il Made in Italy?

Disney con Eurodisney Paris rappresenta inoltre uno dei concorrenti più agguerriti per la destinazioni italiane. Un altra marchiana contraddizione per darci, come al solito, la zappa sui piedi.

Ma i risultati di gradimento della Mascotte e dei suoi banalissimi compagni di viaggio hanno già scatenato la bagarre nei social network, in cui molti creativi di lungo e nuovo corso hanno acceso un contest satirico sul nome del personaggio arcimboldiano. Tra questi il più scatenato è, Almeno per ora, Lele Panzeri che ha coinvolto in un gioco virtuale alcuni creativi legati alla sua pagina Facebook. Una sagra del nomi che la dice tutta sul gradimento della mascotte di Expo 2015 - Milano. Tra quelli scrivibili: CRAXIO; BRUNETTOLO; OGM, BANANOPOLI, BELLA ZIO, MACEDONIO… Sono solo alcuni, ma ne aspettiamo altri. E anche i vostri commenti.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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