expo2015_foody

data: 27 marzo 2015

autore: Marco Berrino

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Expo, basta la parola

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Expo, la parola che dall’altro ieri è sulla bocca di tutti.

A pensarci possono venire in mente due immagini ben diverse di questo evento: una grande vetrina per il nostro Paese, un incontro di culture da tutto il mondo, e noi in mezzo a sentirci come Marco Polo di fronte alle meraviglie esotiche del Gran Khan.
Oppure un mostruoso spreco di soldi pubblici, che tra cantieri infiniti, logistica inesistente e sfruttamento della manodopera metterà alla berlina l’intera Italia; per una manifestazione che sotto lo slogan “nutrire il pianeta” nasconde uno spottone alle peggiori multinazionali.

Insomma, come da tradizione in ogni evento mediatico (dai casi di cronaca alle guerre nucleari), l’opinione pubblica si divide in due fazioni contrapposte pronte a lanciarsi addosso, specie se dietro uno schermo, i peggio strali.

Forum su Expo
Il valoroso guerriero Nico_Puccirello91 assalta l’Expo facendo strage dei troll della Casta

Tuttavia riguardo alla sola comunicazione istituzionale dell’Expo, dalla disneyana mascotte Foody agli scalcagnati rendering, per non dimenticare quel capolavoro (da Little Italy) di Verybello, il “popolo della rete” tanto caro agli opinionisti in Tv è diviso tra il disgusto, la goliardia e l’indignazione.

In linea di massima, sono tutti d’accordo su questo:

expo-2015 Per me si va ne la città dolente,. per me si va ne l’etterno dolore,

Siccome uno degli sport preferiti da noi umani è:”sentirci originali seguendo la moda“; da web-qualcosa-marketing-qualcosa dirò la mia sulla comunicazione di Expo 2015:
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(rullo di tamburi)

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CHISSENEFREGA!

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E Perché?

Perché nonostante le innumerevoli figure barbine (Questa l’ultima. Ma come fate?), sono attesi “160.000 ingressi medi giornalieri” per un totale nei 6 mesi di “29 milioni di persone, di cui circa il 25% provenienti dall’estero

Fonte

Quindi prima di lamentarsi di McDonald e Farinetti, chiunque, dal primo al terzo settore, possa beneficiare di questo afflusso di turisti dovrebbe chiedersi:

– Ma io sono pronto per l’Expo? -

e, al massimo, da web-qualcosa aggiungerei:

– Che cosa si sta muovendo sull’Internet? –

Riguardo alla prima domanda, direi che se hai una struttura d’accoglienza nel raggio di 150 km da Milano e non hai almeno una pagina sul sito con un’offerta specifica per Expo 2015 (con metatitle e ecc. al loro posto), allora sei maledettamente indietro.

Se hai un’agenzia di web-qualcosa e non hai pensato a qualche iniziativa per i tuoi clienti, o per trovarne di nuovi sfruttando la magica parola Expo, allora sei maledettamente indietro.

Se hai un’azienda agroalimentare e la tua presenza online è una paginetta di sito fatto nel 2006 dal figlio del tuo dentista di fiducia, allora.. Beh, ci siamo capiti.

Comunque non è troppo tardi, ma neanche tanto presto: basta un breve giro su google per vedere come già in tanti si siano attrezzati, tra offerte specifiche e iniziative più o meno ben realizzate.

Riguardo a quali siano i mutamenti avvenuti e ancora in atto, sembra proprio che portali tematici sull’Expo siano venuti alla luce come le formiche dopo che è esploso un petardo nel loro formicaio (ogni riferimento a fatti accaduti è puramente casuale). Allora, vediamo quali sono quelli sviluppati dagli attori più importanti di questo teatrino.

Verybello

VerybelloExpo

Tutto a posto: c’abbiamo scritto in cima “Beta version”

Il portale degli eventi culturali d’Italia non nasce proprio sotto una buona stella, a partire dal nome. Perculato e poi caduto nel dimenticatoio, dai 500mila accessi in 24h a zero dopo una settimana.
Per fortuna.

Wonderfulexpo

Il sito turistico ufficiale di Expo 2015″
Questo portale riunisce le migliori località turistiche, le strutture di accoglienza e le agenzie di incoming di Lombardia, Piemonte, Liguria e Friuli; più Parma e Bologna come “città del gusto”. Il Veneto dev’essere diventato indipendente a mia insaputa.
Le altre regioni, troppo distanti da Milano, non sono state contemplate.

Created in Italia

Ok, il “Portale dell’eccellenza italiana” ha il dominio più brutto di sempre.
Questo sito, oltre ad essere un portale turistico è anche “una piattaforma e-commerce realizzata da Intesa Sanpaolo e messa a disposizione in occasione di Expo Milano 2015 di tutte le imprese tricolore che vogliono crescere nei mercati internazionali attraverso gli strumenti digitali” inoltre “è possibile acquistare i biglietti d’ingresso o reperire informazioni sull’Esposizione universale” (fonte, attenti il vostro banalometro rischia di esplodere). Bello, peccato che da qualche giorno sia in “cooming soon”.

Tra l’altro, è un’idea che Banca Intesa aveva già realizzato più di dieci anni fa con la breve esperienza di Shoplà. Se lo si guarda bene, faceva le stesse cose. Nel 2004.

Hotel milano expo 2015 & Hotel expo 2015 milano

Il primo è il portale di tutti gli albergatori di Milano, il secondo è il portale di tutti gli albergatori di Milano.. Marittima e dintorni.
Sono stati creativi sulla riviera romagnola, peccato non abbiano pensato a un servizio di navette per l’Expo per non perdere (probabilmente) tutti gli incauti naviganti attirati dal dominio.

Italian Quality Experience

Il sito, creato dalle camere di commercio italiane, nel nostro paese e all’estero, riunisce più di 82mila aziende delle filiere agroalimentari; oltre a più di 1400 ristoranti certificati in tutto il mondo.
Le imprese, catalogate per luogo, hanno a disposizione una scheda di presentazione da compilare, che è quasi un vero e proprio mini sito.
Forse non se ne saranno accorti, ma hanno realizzato il motore di ricerca dell’intero agroalimentare italiano.
Purtroppo meno dell’1% delle aziende ha compilato la propria scheda, ma è comunque il progetto più interessante che ho visto ad oggi.

Per ultimo segnalo un portale che oltre a promuovere il territorio, integra le offerte con pacchetti completi e soluzioni ottimizzate per l’Expo. Penso sia il più completo tra quelli turistici che ho citato

Peccato che sia della Svizzera

Insomma, alla fine penso che la parola “Expo” possa rivelarsi l’occasione giusta per prendere un treno in ritardo di molti anni.

Ma potrebbe anche essere l’ultima.

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