mangiafuoco

data: 29 agosto 2013

autore: Mario M. Molfino

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Felice rientro a tutti e buone segnalazioni

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A proposito di segnalazioni; abbiamo pescato nel web una news che a nostro avviso, merita una riflessione. Si tratta della lettera di Caterina De Manuele al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella quale si denuncia il comportamento di un “importante editore” alla ricerca di carne giovane da sfruttare. La lettera dice così:

Egregio signor Presidente della Repubblica,

Mi chiamo Caterina, ho 28 anni e vivo e lavoro da anni all’estero.
Il 12 Ottobre scorso mi sono imbattuta su internet in un’inserzione di lavoro pubblicata dall’editore di un noto periodico di settore, a cui mi riferirò d’ora in poi come X.
Nell’inserzione si leggeva:
“ Siamo sempre alla ricerca di uno o più stagisti per Assistente di Redazione per XXX. Teniamo a precisare che, ahinoi, per almeno 8-10 mesi, il rimborso spese per uno stagista che deve imparare tutto, è minimo, quasi inesistente. Chiedete altrove quanto percepisce uno stagista. In alcuni casi, presso alcune importanti aziende, lo stage, assolutamente gratuito dura un anno.[...] Preghiamo dunque di rispondere al presente annuncio SOLO a chi possiede i requisiti richiesti e a chi può mantenersi per parecchi mesi a Milano.”
Seguiva un elenco di competenze richieste così nutrito da delineare una figura professionale già ben formata, non certo uno studente od un neolaureato alle prime armi.
Dopo innumerevoli colloqui di lavoro sostenuti in cui mi è stato offerto di lavorare gratis, senza
rimborso spese, senza contratto, senza garanzie, senza promesse di rimborsi spese futuri questo
annuncio, così arrogante, mi ha indignata profondamente; non fare nulla sarebbe stato come stare a guardare chi prende a calci un cane. Cosi’ ho scritto all’editore la seguente email:
Mi spiega perche’ i miei genitori o chi per essi dovrebbero pagare perche’ IO lavori PER lei?
Solo persone ricche possono dunque lavorare da XXX?
Mi dica una cosa: se potessimo non lavorare per vivere, secondo lei, lavoreremmo?
Evidentemente lei non si e’ mai trovato nella spiacevole situazione di dover lavorare per vivere, fortunello lei.
Le auguro una vita senza rimborso spese (Chieda altrove quanti ne percepiscono uno AHINOI)
L’editore, X, mi risponde:
Caterina, se tu fossi in grado di lavorare per noi ti offrirei subito, anzi, prima, due o tremila euro al mese. Prima impara a scrivere, a leggere dai siti e giornali del mondo, a fare una notizia in dieci righe, a fare l’editing di un testo, a impaginare con inDesign e poi potrai avanzare pretese.
Lo sai cosa dice Tronchetti Provera? Lavorare oggi a buoni livelli e’ un lusso. Se uno non lo capisce vada a lavorare al Mac Donald. E’ forse il tuo caso? Auguri. X
PS. Chiedi allo Stato di aiutarti. La mia azienda non e’ di beneficenza. E tu cerchi la beneficenza. X

La mia risposta a questa email è stata:
In tal caso sono lieta di farle sapere che non solo so scrivere ed impaginare con indesign ma mi
sono laureata in design col massimo dei voti e di software tecnici ne conosco almeno 10 tra grafica, photo editing, disegno e 3D. Parlo correntemente 4 lingue e la mia conoscenza dell’arte
contemporanea e’ ottima. Vivo e lavoro all’estero da anni e mi creda, dal suo annuncio la cosa che vorrei meno al mondo e’ lavorare per lei. meglio il mac donald’s, quanto ha ragione!
La beneficenza se la faccia fare lei, povero indigente che non puo’ nemmeno pagare un povero stagista il minimo.
Anzi, meglio: perche’ non cheide all’ufficio delle imposte? saranno lieti di aiutare chi fa profitto sul lavoro non pagato.
Avanti cosi’, lei e’ UN EROE.
Una volta fatto presente ciò al signor X, questi ha risposto:
Caterina, come vedi ora anche le mignotte debbono parlare 4 lingue, conoscere l’arte e inDesign. Il globalismo fa miracoli. Buon segno.
Buon lavoro.X

Signor presidente, è vero quanto dice X?
Io credevo che lo Stato Italiano garantisse i diritti dei cittadini e tutelasse la dignità ed il diritto al
lavoro.
Questo signore invece sostiene che lo Stato Italiano fa “beneficenza”.
Dovrebbe quindi mantenere i ragazzi che non sono così fortunati da poter lavorare gratis, a
vantaggio degli imprenditori disonesti, che pensano di essere così in alto da insultare chi osa far
loro presente che è un’Italia diversa quella in cui dovremmo, e vorremmo, vivere.
Sono emigrata per ottenere un vero contratto. Sono felice e soddisfatta del mio lavoro ma non
dimentico che per ottenerlo ho dovuto lasciare la mia casa, i miei genitori , i miei amici e il mio
Paese. Sono la più fortunata dei miei amici, che non hanno certo meriti o capacità inferiori ai miei, ma hanno scelto di rimanere in Italia.
Loro, che sono rimasti, sono i più coraggiosi.
I miei amici fanno 3 lavori per mantenersi, buttano giù rospi incredibili, e continuano a rimboccarsi le maniche nonostante centinaia di porte in faccia.
Li vedo giorno dopo giorno reinventarsi una carriera, farsi venire nuove idee, trovare chissà dove la motivazione a ricominciare a crederci, ad andare avanti, nonostante gli sfruttamenti dei milioni di X che popolano questo paese.
“Ladri di speranze” li hanno definiti.

Signor Presidente, ci aiuti a ritrovare le nostre speranze.
Non lasciateci soli.

Caterina de Manuele

Dopo aver letto questa lettera che si commenta da sola, desideriamo condividerne e sottoscriverne sinceramente tutta l’ indignazione che ingenera e solidarizzare con Caterina e tutti i ragazzi che si trovano nelle sue tristi condizioni di deprivazione delle speranze, con, in più  la tristezza di dover constatare quanti passi indietro si siano fatti nel campo dei “lavori creativi”. A me quarant’anni fa, quando ho cominciato a collaborare con la prima redazione dicevano: “ma cosa pretendi? Ti permettiamo di imparare un mestiere che ti piace e vuoi anche essere pagato?”. Mentre oggi l’editore X si permette persino di bollar di mignotta una persona che chiede di essere pagata per il suo lavoro. A parte la protervia e la volgarità, prodotto di una pretesa libertà di linguaggio e di comportamento, mi pare sia cambiato ben poco, se non in peggio. In sintesi: se ti offro l’opportunità di fare il lavoro che desideri, ho il diritto di non pagarti.

E attenzione a non ripararsi con il pretesto della crisi senza cadere nella totale malafede. La crisi, che pur c’è, non c’entra niente con la visione schiavistica di certi cosiddetti imprenditori che sfruttano la situazione garantendosi forza lavoro, fresca, intelligente e qualificata, a costo zero creando un tourn over  di giovani che si avvicendano attorno ad un ruolo per pochi mesi, producendo solo delusioni, frustrazioni e rabbia sociale, senza offrire ne denaro ne formazione e neppure collaborazioni di qualità. Una vera e propria schifezza, tanto inutile quanto dannosa. Dannosa per tutti; sia per gli sfruttati che per gli sfruttatori.

…A proposito; la nostra organizzazione, ancora in fase di start-up, cerca giovani collaboratori; webwriter freelance per la gestione di blog specialistici commissionati da nostri clienti. I blogger selezionati per far parte della redazione di blog-up, saranno retribuiti sulla base di un contratto professionale di durata annuale, in base al numero di blog gestiti e valutato in base all’impegno definito.
Aspettiamo le vostre candidature che saranno selezionate entro fine settembre.
Per candidarsi o ricevere maggiori informazioni scrivere, allegando curriculum a morales@blog-up.it

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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