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Fermo restando il valore e la enorme importanza di Internet con tutti i suoi sempre più affascinanti strumenti, non si può dimenticare che l’Italia in quanto a infrastrutture culturali e tecniche si trova all’ultimo posto in Europa rispetto a tutti i parametri di valore, non ultimo quello delle interazioni tra Cittadini e Pubblica Amministrazione.
Sono più che d’accordo sulla necessità di potenziare strutture, strumenti e culture di Rete, ma, malgrado le promesse, Agende, Portali si Stato, Blog di movimento e via discorrendo, nelle scuole di ogni ordine e grado il divario digitale tra docenti e  alunni è ancora enorme e i famosi i pad che potrebbero e dovrebbero rivoluzionare il mondo dello studio e dell’intera scuola sono ancora una promessa di la da venire. Daltronde dotare di I pad scuole, senza riscaldamento, con la carta igienica razionata e rischi di crollo ad ogni, anche minimo, scuotimento sismico, sembrerebbe in contraddizione con il buon senso. Come dire alle povere famiglie dell’Africa subsahariana che il loro problema per vivere meglio è  mangiare tre pasti al giorno e in mancanza di pane, contentarsi dell brioches.
Ma nell’era delle promesse elettorali a ciclo continuo, anche questo ci sta, nella speranza che prima o poi si possa riequilibrare la differenza con i nostri concorrenti europei e non solo. Uno sforzo, e qui do ragione a Casaleggio, che dovrà essere fatto ad ogni costo per non essere espulsi dal contesto globale e rimanere gli ultimi della classe per troppo tempo e quindi fuori dalla porta principale dell’economia.
Detto questo, penso che, come al solito, tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare. Soprattutto quando si promette, trasparenza, coerenza, onestà intellettuale. Ed proprio qui che casca il guru.
In quanto a trasparenza e incoerenza mi pare che le carenze siano fin troppo evidenti e talvolta sovietiche. Della serie: quando siamo vincenti puntiamo sullo streaming e apriamo all’informazione (con il povero smacchiatore di giaguari ha funzionato) e quando il confronto e come minimo paritario si punti sulle porte chiuse. Una trasparenza che mi ricorda le lenti smerigliate dell’ottico quando ti esamina la vista.
Quando poi si vuol dar tutto il peso della nuova democrazia partecipativa alla forza della Rete e la Rete in Italia è ancora la più debole del mondo sviluppato, mi sembra che si vada completamente fuori dai binari dell’onestà intellettuale. Prova ne sia il sistema messo in atto da Grillo e Casaleggio per indicare il Presidente della Repubblica o i candidati da far sbarcare nei due rami del Parlamento in rappresentanza del Movimento. Numeri che non sarebbero rappresentativi neppure per un Consiglio di Quartiere. Facciamo scegliere i Cittadini e sopratutto registriamone seriamente le tendenze, ma con gli strumenti giusti e la giusta informazione evitando di decidere la qualità dei nostri rappresentanti con la superficialià di “un semplice click”. La democrazia, con i suoi freni, eacceletarori e contrappesi l’utopia più bella che l’uomo abbia inventato, Ma è tutto meno che semplice.
Con questa ultima riflessione facciamo un grande augurio a Casaleggio e anche alla sua democrazia, soprattutto se è davvero partecipata e non manipolata. Ma prima di rivoluzionare i sistemi per canalizzare tecnicamente o informaticamente il consenso, sarebbe bene conquistare i consensi con onestà e serietà. Anche per evitare che la maggioranza degli italiani sia confusa e scelga di astenersi dal diritto-dovere della partecpazione, diretta o indiretta che sia.

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