digitale

data: 25 novembre 2013

autore: Mario M. Molfino

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Il futuro dell’Italia sarà davvero digitale?

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Semplificazione e risparmi. Troppo intelligente per essere vero.
La promessa è per 7 miliardi di risparmio e una Pubblica Amministrazione che fa Rete e garantisce il massimo dell’efficienza. Una promessa che arriva dall’Agenzia italiana per il digitale, nata dal matrimonio tra l’Istituto superiore delle comunicazioni e l’Agenzia per l’innovazione; le due creature volute da  Letta e Monti per facilitare la crescita della Rete italiana per rendere davvero efficace e funzionale alle esigenze delle imprese e dei Cittadini.

Si parte con un provvedimento sull’identità digitale che qualcuno presenta come la base per tutte le azioni, con una promessa di risparmio che supera i 2 miliardi di Euro l’anno a favore delle P.A. e altrettanti per il cittadino. La soluzione, secondo gli esperti dell’Agenzia è semplice. Basterà associare una username ed una password ad ogni cittadino e collegarsi così alla testa centrale e conoscere, in tempo reale, le informazioni che di volta in volta ci sono utili. Dove è stata portata la nostra auto rimossa dalla Polizia municipale; l’iscrizione di un nuovo nato in famiglia e molte altre obbligazioni burocratiche che potranno essere superate con un semplice click, compreso l’accesso a documenti, certificati, moduli è così via, evitando PIN cartacei o elettronici. Una grande rivoluzione che consentità anche di autenticare le nostre identità sui principali social network, evitando la diffusione di falsi profili. Un contributo fondante per questo viene offerto dalla Startup pugliese WiMan grazie alla quale i conncet dei principali social (Zuckerberg e Google) potranno essere utilizzati per collegarsi al WiFi e superare le imposizioni burocratiche che complicano l’autenticazione.

 Nei primi mesi del 2015 vedrà la luce la carta d’identità digitale, laida anche come tessera sanitaria. un altro salto in aventi per la semplificazione e la lotta agli sprechi di operatività e di inutile carta. Nella seconda parte del programma vedrà la luce anche la fatturazione elettronica. Un sistema integrato che permetterà la razionalizzazione delle spese e l’ottimizzazione dei rapporti commerciali con le diverse amministrazioni pubbliche e tra privati
Il terzo passo sarà quello dell’ anagrafe nazionale: una grande base dati sulla popolazione residente a cui si potranno mettere in Rete i servizi digitali della pubblica amministrazione. Un punto di riferimento centralizzato attraverso il quale i Comuni di tutta la penisola potranno garantire la fruizione dei propri servizi on-line dedicati. Un sistema che consentirà di eliminare le falle e le inefficienze come ad esempio il pagamento delle pensioni alle persone decedute.
Buone notizie per l’universo digitale e per tutti i cittadini che ne potranno usufruire; ma il tutto resterà un pio desiderio se non partirà la tanto promessa e non ancora mantenuta banda larga; punto di partenza per sviluppare tutti i buoni propositi di sviluppo delle innovazioni operative del online. 
L’unica e non piccola preoccupazione per l’insufficienza degli investimenti. Speriamo bene, anche se un punto normativo è stato segnato con l’approvazione del decreto scavi per la fibra ottica, che va a regolamentare (e semplificare) la posa della stessa. Per la banda larga ci sono infatti  i 20 milioni di euro ripristinati dalla legge di stabilità più i 60 messi a disposizione dall’Unione Europea per portare i 100 megabit alla metà della popolazione entro il 2020.

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