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data: 31 agosto 2016

autore: Mario M. Molfino

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In Italia con i terremoti si moltiplicano i vermi

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A poche ore dal sisma c’era già chi si strofinava i palmi delle mani e Bruno Vespa a Porta a Porta prometteva svolte dell’economia grazie al terremoto.

I politici fanno la ruota tra un funerale e un’intervista. Un gran bailamme e che si rinnova ogni qualvolta la terra trema o esonda un fiume.

Anche i giornalisti fanno la loro parte e spingono piú su pedale delle emozioni che su quello della verità. E allora un cane “normale” diventa un eroe e una AMATRICIANA solidale fa notizia di colore da cavalcare, sull’onda della moda food.

La sagra della superficialità da una botta e via. Poi ci sono anche quelli che si fanno l’week end con selfie tra le macerie o i professionisti del cinismo populista che dicono “Io per il terremoto non do un Euro” con motivazioni anche giuste, ma anche senza senso.

La solita boutade generalizzante che fa di tutta l’erba un fascio.

Tutti uguali. Tutti ladri, dalla Croce Rossa all’Unicef, dalla Protezione civile ai Comuni colpiti dal sisma.

NIENTE DI PIÚ STUPIDO!!!
NIENTE DI PIÚ PIGRO E SUPERFICIALE.

Un esempio tra tanti:
Tutti quelli in grado di fare un’amatriciana, piú o meno corretta gastronomicamente hanno lanciato l’idea dell’AMATRICIANA SOLIDALE. Decine di entità non sempre ben identificate: Comuni, ristoranti, sedicenti associazioni non profit, chef sperduti senza collare… ed altre realtà, alcune delle quali molto serie e trasparenti ed altre al limite della vera e propria truffa.

E’ vero che lo spaghetto all’Amatriciana rappresenta un vanto della cittadina di Amatrice nel mondo ed è altrettanto vero vero che è la salsa italiana più richiesta nel mondo con il Ragu bolognese e il Pesto genovese. E’ anche vero che rappresenta uno degli elementi della possibile rinascita di quel comprensorio turistico e della sua disastrata economia.

Ma queste assolute verità non possono e non devono aprire la strada ad iniziative prive di chiarezza e trasparenza.

Donate quindi e godetevi tutte le amatriciane solidali, ma prima di cadere nelle trappole dei soliti furboni verificate:

-        LA SERIETA’ DEGLI ORGANIZZATORI

-        LA TRASPARENZA DELL’INIZIATIVA – PUBBLICATA ONLINE

-        BENFICIARI BEN IDENTIFICATI E CONTROLLABILI

-        IL BILANCIO DELLE DONAZIONI E LA LORO EFFETTIVA CONSEGNA

IN MANCANZA DI QUESTI ELEMENTI, E’ MEGLIO NON DONARE.

 

Web_Forchettata_di_matriciana

 

Per capire meglio vi facciamo alcuni semplici esempi di iniziative al limite della truffa

Alcuni ristoratori invitano a consumare l’amatriciana presente nel loro menu e invitano i commensali a versare due euro, contro due euro versati dal ristoratore. Tutto bene… Ma verificate il prezzo del piatto sul menu, tenendo conto che una porzione di Amatriciana fatta secondo il disciplinare (Guanciale e Pecorino di Amatrice, spaghetti e pomodori italiani di qualità, sugna o burro) non può costare al ristoratore più di due Euro e quindi non può essere messa a menu per più di quattro Euro.

In caso diverso il ristoratore furbacchione sta speculando sul terremoto per vendere più amatriciane del normale. Il terremoto come motore di promozione e di marketing fa un pochino arrabbiare, anche se è quello che proponeva il buon Bruno Vespa. I terremoto come volano dell’economia… Ma magari senza esagerare.

Inoltre, molti di questi sedicenti donatori, dichiarano di devolvere due euro ai terremotati. genericamente.

Quali, a chi, con quali garanzie, con che bilancio???

Il torbido è sempre più torbido e quindi godetevi le vostre amatriciane solidali ma fate attenzione a non cadere nella rete dei superfurbi di cui l’Italia è piena e tutte le occasioni sano buone per sfruttare tutte le occasioni. Anche le peggiori.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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