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data: 4 luglio 2014

autore: Marco Berrino

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Mediaset presenta Raising Star e il Web sbarca in TV?

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È la novità che illumina la presentazione del palinsesto della prima televisione privata italiana: in cosa consiste la rivoluzione di Raising Star?
Il nuovo talent show che ha spopolato in ha spopolato in Israele, già esportato in Usa e Canada di sicuro non si distingue per la tipologia dei concorrenti. Infatti si resta nel solco ben arato dei cantanti; per la delusione di chi stufo di ballerini, cuochi o parrucchieri vorrebbe un talent per aspiranti domatori di leoni. Per poi finire a tifare i felini, tanto apprezzati dai numerosi surfer gattofili.

No, la novità è un’altra: è abolito il televoto, sostituito dal “mi piace” online. I telespettatori difatti potranno votare in tempo reale l’esibizione del cantante di turno tramite i social network insieme all’apposita applicazione scaricabile. Il sistema di voto? Il più intuitivo possibile: al pubblico basta semplicemente digitare un tasto blu per dire “sì” o un tasto rosso per dire”no”. Addio codice Enigma da digitare al telefono che per anni ci ha intralciato nel supportare Michele Zarrillo al festivàl.

In più, rispetto a tutti gli altri concorsi canori, gli spettatori hanno un peso ben maggiore: il concorrente per superare la prova deve raggiungere il 70% di likes, a cui i 3 o 4 giudici possono contribuire con un 7% a testa. Inoltre gli spettatori sono chiamati a esprimere il proprio parere su ogni singola canzone; molto diverso dal resto dei talent, in cui il televoto è limitato ai passibili di eliminazione e alla scelta dei vincitori.

L’originale format non si ferma a questo, ma trova il colpo vincente nella sua resa visiva: il cantante non si trova come al solito di fronte al pubblico e ai giurati, è solo, davanti a sé un muro costituito da uno schermo gigante. Partita la musica, appare in contemporanea un contatore in cui è registrato il gradimento del pubblico; se si raggiunge la fatidica soglia una barriera visiva viene sollevata tra gli applausi dello studio. Un altra piccola chicca: i votanti, grazie alle loro pagine facebook, potranno vedere la propria foto apparire sul muro, che diventa la platea virtuale del cantante. Un effetto a mio parere molto suggestivo e coinvolgente.

“Rising Star”, insomma, gioca con l’interazione del pubblico: puoi votare con l’app del tuo smartphone una canzone che ti piace e osservare sul televisore comparire la tua faccia sullo schermo. Questi 15 secondi di celebrità (anche io sono in TV!) ritengo siano una piccola attenzione che può determinare la differenza tra una buona idea e un successo. Vedremo come reagirà a questa richiesta di partecipazione un pubblico finora abituato alla pressochè totale passività.

“È un prodotto sperimentale, ci prendiamo anche qualche rischio in termini di ascolti ” ha dichiarato Piersilvio Berlusconi, intervistato in esclusiva dal direttore editoriale di Assodigitale Michele Ficara Manganelli “ma siamo convinti che in termini di innovazione ci darà tanto.”
In attesa del lancio previsto a gennaio su Canale5, se voleste farvi un’idea del format guardatevi la prima puntata dell’edizione statunitense. Intanto vi lascio un paio di considerazioni.

Innanzitutto i nostri complimenti a Mediaset: alla capacità di scovare tra la grande quantità di offerta televisiva questa vera e propria rivoluzione, che porta il Web a piè pari dentro la televisione e non solo viceversa. Se avesse un buon successo potrebbe dare inizio ad un rinnovamento dei palinsesti, per venire incontro alle nuove esigenze di un pubblico sempre più educato dal mondo Internet.

Una sfida a cui anche la nostra televisione pubblica non può sottrarsi. Se la televisione va diventando sempre più digitale e interattiva, sarà anche necessario un aggiornamento dei contenuti.
Oltre ai format di importazione, non si può dimenticare la necessità odierna della creazione di nuove serie d’intrattenimento, che non ricalchino le fiction odierne: sarà un gran risultato del matrimonio Web-Tv, se porterà a valorizzare chi con mezzi propri su un canale Youtube allieta centinaia di migliaia di persone.
Per il momento aspettiamo fiduciosi Raising Star. Confidando sia il primo passo verso un cambio di paradigma; che porti di nuovo in televisione un linguaggio adatto ai tempi, o un Don Matteo cacciatore di vampiri.

Se non vi basta, potrete leggere il  contributo di Mario Morales Molfino su Assodigitale.

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