birra CeresRosa

data: 24 aprile 2014

autore: Mario M. Molfino

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Pesce d’aprile ancora fresco: lo scherzo di B CUBE per celebrare la mitica danese

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Premessa: Tornando da un viaggio all’estero ho trovato una bella sorpresa e non volevo delegare ad altri colleghi il piacere della risposta. Per questo rispondo con una ventina di giorni di ritardo alla simpatica e inaspettata sorpresa che potete notare nell foto.
Un cofanetto rigorosamente rosa contenente il pakage della supposta new entry in casa Ceres; un portachiavi con un allegro pescetto d’aprile, con una dichiarazione assai rassicurante per tutti gli amanti della grande strong ale; tutto meno che rosa.

Una birra da “veri uomini”; duri e puri che all’annuncio del lancio della Ceres rosa, soft drink al gusto di lampone e zenzero e sotto i 3,7 gradi alcolici si sono ribellati in massa e incavolati come bykers sorpassati da un ciclista gay. I social hanno preso fuoco e se ne sono sentite di ogni; alcune irripetibili persino nel nostro blog libero e indipendente. Così la “grande famiglia” di oltre 600.000 fans della maschia danese hanno minacciato rivoluzioni d’ogni genere e tipo. Ma anche tutti gli appassionati di birra; cruda, pastorizzata, strong ale, pale ale o lager; industriale o artigianale che sia, hanno gridato allo scandalo.

Io stesso che sono da anni un appassionato dell’antica bevanda e ho contribuito al lancio italiano di Bulldog e Foster’s, ho scritto un post al peperoncino per il quale ho ricevuto una graditissima risposta dell’Agenzia che arriva sulla mia scrivania proprio intorno al primo aprile, mentre alcuni ancora discutevano e si chiedevano se fosse un clamoroso cambio di look o un spiritoso pesce d’aprile. Anche se, da vecchio lupo del marketing, l’ipotesi non poteva essere che la seconda.

Infatti lunedì 31 marzo sulla fan page compare una immagine con tanti scatoloni di Soft Ale, stoccati in un magazzino e pronti per invadere bar e supermercati. L’idea che sia tutto un gioco da primo aprile vacilla, ma poi, finalmente arriva il fatidico giorno del pesce. Le pagine del sito Soft Ale vengono lacerate, ricompare il muro grigio al posto del rosa, affiora l’immagine di una bottiglia di autentica Ceres strong ale che prende all’amo un pesce. Si legge il titolo:”DI CERES CE N’E’ UNA SOLA”. Su facebook arriva una nuova versione dello spot Soft Ale. L’inizio è il medesimo ma poi tutto cambia: un modello sputa schifato un pezzo di zenzero, c’è un pesce rosso in un bicchiere di soft, una modella viene schiaffeggiata con un’orata e alla fine il belloccio di turno è centrato da un gran bel pesce in faccia. Apparizione finale di Herbert ballerina, il testimonial di macho capatonda che da la rivelazione liberatoria: “CERES SOFT ALE, IL PIU’ GRANDE PESCE D’APRILE FATTO DA UNA BIRRA”.

Di questo siamo certi anche noi; anche perchè se ne è di certo parlato molto e il mitico brand ha sicuramento mostrato i suoi forti muscoli. Ma, malgrado lo sforzo della corazzata B CUBE, del gruppo publicis e della indubbia creatività profusa da Sergio Spaccavento e Andrea Stanich con tutto il loro staff; resto convinto che tutta questa bella fatica non abbia stappato neppure una vecchia Ceres in più. Se mi sbaglio mi corriggerete. O forse non era questo l’obiettivo. Fatto sta che Ceres C’è e noi che l’amiano ne siamo spumeggiantemente felici.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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