islam

data: 13 gennaio 2016

autore: Mario M. Molfino

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Quando Colonia non è un buon profumo.

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Amleto direbbe: “C’è del marcio in Germania”, anche perché i conti non tornano e i dubbi superano abbondantemente le certezze e le notizie non anno nulla di razionale e ragionevole. Dietrologie a parte c’è qualcosa che non va e ancora non si riesce a capire bene il come, il perché e soprattutto a chi giova.

I fatti di Colonia mi hanno fatto molto pensare e anche leggermente scioccato. Ho vissuto alcuni anni in Germania e ho anche partecipato al carnevale tedesco dove in una notte ne succedono di tutti i colori e le peggiori trasgressioni istintive vengono liberate, o all’OktoberFest dove i toccamenti, spesso anche men che ben accetti sono frequenti, con interventi durissimi da parte della polizia che porta via di peso i malcapitati ed infojati birromani bavaresi.
Ma l’idea di un branco di lupi che si riuniscono in una notte di festa e organizzano premeditatamente con l’ausilio dei fiumi di gazzosa (i musulmani non bevono alcolici), toccamenti sessuali con borseggio annesso, per derubare e violentare le tendenzialmente bionde donne tedesche, mi destabilizza tutte le pulsioni di comprensione del fenomeno ISLAM e mi lascia perplesso sul piano della logica comportamentale.

Nella mia permanenza nel sud della Germania ho potuto verificare la convivenza pacifica e cooperante dei turchi, in maggioranza islamici. Ottimi lavoratori, molto ben integrati e rispettosi delle rigorose leggi e tradizioni teutoniche. Anche per questo mi meraviglia non poco che siano saltati tutti i modelli di convivenza civile maturati e coltivati con un certo successo, fin dal dopoguerra. Ma la immagine di una orda di maschi infoiati che all’ombra della cattedrale di Monaco infilano le loro dita estranee, indesiderati e fruganti, alla ricerca di sesso e cellulari, risveglia tutte le pulsioni, anche aggressive, del maschio latino che tende a difendere tutte le donne come fossero mamme o sorelle, anche se estranee e sconosciute.

Si tenga anche conto che mentre le culture del nord Europa (tedeschi e finnici) non sono particolarmente reattivi rispetto al possesso sessuale, ma se quanto accaduto a Colonia si riproducesse a Calatafimi, forse, uomini e donne raccoglierebbero i coltelli da cucina e dei poveri giovani farebbero tagliata islamica.
Ricordo ai distratti e smemorati che fino a pochi decenni fa anche le nostre nonne giravano semivelate e vestite di nero, il delitto d’onore era Legge della Repubblica e le donne non potevano ricoprire incarichi pubblici.
Confuso dalle molte informazioni, dissonanti, incoerenti e spesso addirittura irragionevoli, dai punti di vista sparati in buona e cattiva fede, spesso ad uso e consumo di qualche ideologia radical chic o radical nazi.

Da dove e perchè tutto questo sia stato ingenerato e da chi sia stato organizzato e voluto non sono ancora riuscito a capirlo, ma la storia così come è stata raccontata mi convince poco. Per questo ho provato a raccogliere qualche parere e ad approfondire nel mio piccolo possibile.
Un mio amico Poeta mi racconta che alcuni musulmani di sua conoscenza e a sua detta, tutti gli Imam, ritengono tutto questo quasi giusto, a testimoniare la differenza radicale e profonda tra la cultura muslim-sunnita e quella occidental/democratica. Qualcuno ha dichiarato: “Le vostre donne sono stupide galline che guardano solo all’estetica, al rossetto, alle unghie laccate e alla permanente. Per noi le donne così sono tutte puttane e meritano di essere trattate come tali”.

Ho frequentato l’IRAN dello Scià Reza Palahavi e in quello dell’Ajatollah Komeini e nella prima fase ho visto una bella Soraya, infelice, ma ragionevolmente serena e nel secondo periodo ho visto con i miei occhi la polizia iraniana che scorrazza per Teheran, tagliare in quattro una bocca con la lametta da barba, solo per la colpa di aver messo sotto il velo il rossetto. Meglio il sangue a fiotti che ha coperto l’intero marciapiede che il rossetto di una diciottenne un pochino vanesia. La differenza tra i due periodi mi pare più che evidente.
Ho anche parlato con il mio medico della mutua. Una bravissima dottoressa di origini miste Finnico-iraniane che è assolutamente convinta che tutto l’ambaradan sia stato organizzato dai servizi tedeschi per gettare discredito sugli immigrati fatti entrare i gran numero e non più gestibili.
Il sospetto non intervento delle forze dell’ordine, pur presenti in massa sulla piazza della cattedrale e il tentativo di nascondere tutto, qualificando e verbalizzando gli accadimenti di quella “notte delle lunghe mani” come una normale serata di festa.
Cosa fare non so e neppure mi sento di suggerire soluzioni, ma di una cosa sono certo serve una seria e profonda riflessione del mondo civile, occidentale e non solo… e se quello che ci viene raccontato fosse vero e non giornalisticamente manipolato, sarebbe indispensabile una forte reazione per arginare il fenomeno con tutti i mezzi, anche i piu duri.
Per imporre, anche con la forza, principi di civiltà conquistati in secoli di lotte civili e che si fonda su una regola che sancisce, senza se e senza ma che gli esseri viventi NON SONO COSE e non devono essere violati da nessuno e men che meno in nome di Dio.
Ma facciamo molta attenzione a non scivolare nel populismo estremista e nella xenofobia di taglio neo nazifascista; anche perché le guerre sante e le crociate non promettono di dare grandi risultati pratici, se non per raccogliere qualche voto ignorante, dettato dalla paura, comprensibile ma mai buona consigliera.

 
PUBBLICO DI SEGUITO UN ARTICOLO DEL COLLEGA ABDEL-HAMED. UN FAMOSO BLOGGER E SCRITTORE EGIZIANO CHE PARLA LA LINGUA DEL BUON SENSO.
la traduzione dell’articolo non è perfetta dall’originale in lingua tedesca

Gli attacchi contro le donne hanno qualcosa a che fare con l’Islam, dice Abdel-Hamed Samad. La morale sessuale rigida gerarchia e l’apartheid di genere suggeriscono spesso il contrario. Una religione che vede la donna con sentimenti di possesso è parte del problema.

Da una parte non ha voluto ammettere che in una società apparentemente morale-religiosa, molte donne vengono molestate sessualmente. In secondo luogo, avevi paura di turismo, che è una delle principali fonti di reddito del paese. Sono anche andati oltre e si è fatto il sacrificio per il fenomeno responsabile. A causa della loro natura, si vestono. L’ipocrisia e la paura per la loro immagine aveva portato a un piccolo fenomeno un’epidemia è diventato. Circa il 95 per cento delle donne egiziane riferiscono oggi dalle esperienze di tutti i giorni con le molestie sessuali e coercizione.
 
Ho provato nei miei libri a spiegare le cause di questa epidemia. 
Soprattutto ho seguito la questione di quanto il fenomeno ha a che fare con l’Islam.
Ero in Egitto e in Marocco assistito alcuni casi di molestie collettive. Quasi senza eccezioni, non si trattava di religiosi giovani, ma a piccoli gruppi che erano spesso sotto l’effetto di droghe. E’ vietato ad un musulmano devoto di toccare una donna straniera, anche se è la sua fidanzata. Musulmani devoti, è ancora proibito entrare mano di una donna. Salafiti in Egitto anche pensare che un uomo sull’autobus non deve occupare il posto, la donna ha appena lasciato, perché il calore del suo corpo avrebbe potuto eccitare sessualmente.

Nonostante ciò, o forse proprio per questo, non si può dire che le molestie sessuali non ha nulla a che fare con l’Islam. Perché questa rigorosa morale sessuale che la gerarchia e l’apartheid di genere si riflette anche spesso il contrario. Una religione che vede la donna come sia il possesso di un uomo, o come una minaccia per il suo morale è in parte responsabile.

40 anni fa, quasi una donna al Cairo indossava un foulard. Le molestie sessuali Public quel tempo non c’erano quasi mai. Oggi, quasi una donna svelato, ma le donne sono molestati e tentare la strada. Questo vale per l’Iran, l’Afghanistan, il Pakistan e lo stesso per la maggior parte degli altri paesi islamici, che sono in cima alla classifica di molestie sessuali nella top mondo. Anche nella ricca Arabia Saudita, il fenomeno è molto diffuso. Si potrebbe una correlazione diretta tra velo e molestie sessuali sospetto qui. Ha a che fare con il vero Islam esistente, ma non solo.Anche in India, l’epidemia è diffusa. E ‘soprattutto a che fare con la gerarchia e con una cultura, sono considerati nelle donne come inferiori. Pertanto, l’India non deve essere utilizzato come esempio, al fine di relativizzare il problema tra i musulmani.
 
La giovane generazione nel mondo musulmano è cresciuta in una dualità. A casa e nella moschea è moralmente rigida educazione. Uomini e donne hanno poche possibilità di costruire un rapporto sano ed equilibrato. Su Internet, tuttavia, essi sperimentano un mondo in cui c’è. Non confini tra uomo e donna, in cui non c’è moralità fisso Paesi islamici sono il consumo di video porno in cima alla lista. Questa dualità crea un rapporto disturbato tra uomini e donne. Da questa dualità anche molti giovani musulmani sono interessati, che vivono in comunità chiuse in Europa e sono ancora esposti alle seduzioni di una società aperta.  

Noi sperimentiamo molti anni di disgregazione nel mondo arabo. Questo porta a una maggiore individualizzazione. Per dissoluzione, e individualizzazione elabora quattro fenomeni sono stati accelerati: il terrorismo, il movimento di protesta, l’emigrazione e le molestie sessuali. Tutti e quattro i fenomeni sono a causa del rapido cambiamento sociale. Né lo Stato né la famiglia può mantenere le promesse ai propri sudditi o membri ancora. Né Stato né famiglia hanno i loro argomenti più sotto controllo. Tutti e quattro i gruppi si sentono derubati del loro diritto ad una vita dignitosa dai loro paesi e da tutto il mondo. Così vanno in viaggio o in mare, e vogliono raccogliere con le proprie mani ciò che meritano presumibilmente.

Molti giovani arabi a lasciare il loro paese perire e venire in Europa. La maggior parte di loro vogliono vivere in pace e prosperità. Ma molti di loro vengono anche con l’epidemia della dualità nel suo bagaglio: con la speranza dell’Europa e il disprezzo dei suoi valori. Con la morale conservatrice e il desiderio di libertà e la libertà di movimento. Dal momento che poi improvvisamente la comunità che manca in Occidente che possono monitorare il loro comportamento morale, che fuori di testa, si organizzano in piccoli gruppi e rendere Comunità di ricambio. Alcuni sono salafiti, gli altri sono del rivenditore, i ladri di strada o Frauenbegrapscher. Alcuni vedono negli uomini europei solo i crociati che vogliono distruggere l’Islam, gli altri vedono nelle donne solo la pornostar che avete visto in precedenza su Internet.
 
Germania deve ora ripetere l’errore commesso dall’Egitto, temendo il sospetto generale e gli abusi della destra xenofoba. Naturalmente, non tutti i musulmani, e non tutti i rifugiati possono essere incolpati per i crimini di un piccolo gruppo, ma proprio questa maggioranza dei musulmani sono ora chiamati a dedicarsi finalmente questi problemi delle proprie comunità. Invece di andare a ogni incidente di dimenticare le vittime reali e di intitolare stessi e la loro pacifica dell’Islam come vittime! Vorrei avere più onestà in termini di morale sessuale e relativamente al potenziale di violenza della cultura Islamica.
E se la Germania non vuole che gli argomenti Islam dei rifugiati vengano sfruttate dalla destra, dovrà finalmente sopportare questi problemi nella corrente principale della società e parlare apertamente e onestamente di essi! Sia sul fondamentalismo o sulle molestie sessuali e se il rifiuto di integrare o criminalizzare – abbiamo seri problemi se vogliamo davvero evitare guerre sante o nuove crociate.

Per chiudere vorrei chiedere a tutti di farsi parte diligente per capire i fatti e i contesti in cui si sono svolti, riducendo al minimo le prevenzioni e se qualcuno dei lettori avesse da suggerire delle soluzioni sarei molto lieto di metterle in rilievo. Intanto sarei molto rassicurato da una presa di posizione netta e chiara del mondo islamico.

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Mario M. Molfino

Mario M. Molfino

Mario Morales Molfino Coordinatore editoriale Esperto di comunicazione multimediale, Copy senior e Webwriter. Redattore di www.assodigitale.it, redattore senior e Guest in www.brandforum.it. Redattore di www.stileitalianomagazine.it - Strategy manager e Partner in ON STAGE SRL; founder e presidente emerito di Academy of the African Communication; founder di www.m-team.it, la prima esperienza europea di nomadismo digitale. Dal 1975 cavalca l’universo della comunicazione frequentandone i diversi satelliti e tentando di comprenderne ed approfondirne le nuove complessità. Dall'advertising al 2.0, ha sposato da sempre l’innovazione come cavallo di battaglia. Dal 2011 rientra in Italia, dopo un’esperienza di sette anni con le Nazioni Unite, si occupa di formazione e collabora con le più prestigiose testate del settore MAR – COM.

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