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data: 18 novembre 2014

autore: Marco Berrino

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Report becca Moncler, ma qual’è la notizia?

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La puntata di Report andata in onda il 2 novembre è stata la notizia “bomba” della settimana; quella di cui tutti hanno parlato, commentato sui social e scritto su blog e giornali. Un atto di accusa a  Moncler, brand francese ma dal cuore e portafoglio italiano, produce e vende un capospalla che mi pare  una delle cose più superflue da comprare con il tesoretto degli 80 euro al mese.

Opinioni sul valore estetico dei piumini a parte, espongo in qualche punto cosa ho imparato di nuovo dalla puntata di Report:

  • Esiste uno stato fantoccio posto tra la Moldavia e l’Ucraina, dal nome strano e un poco sinistro, dominato da un soviet supremo di esponenti dell’antico Kgb. Grazie alla coerente applicazione dell’ideologia marxista-leninista la Transnistria (questo è il nome) è il locus amoenus per la produzione del lusso italiano e non.
  • Le sarte cinesi “importate” in Romania hanno scioperato contro le dure condizioni di lavoro(?!); tuttavia la Romania è poco competitiva poiché lo stipendio medio in queste fabbriche è di ben 420 euro al mese. Meglio delocalizzare in Armenia
  • Il prezzo complessivo di un capo (venduto a un migliaio di sghei) tra materie prime e costi di produzione è di circa 60 euro. Produrlo in Italia costerebbe circa 20 euro in più. Stando al servizio, negli ultimi anni la manifattura tessile nel nostro paese ha perso più di ventimila addetti e molte aziende sopravvivono a stento. Il costo di questi “esuberi” in termini di cassa integrazione e ammortizzatori sociali è pagato dallo Stato, ovvero da tu che (ancora?) paghi le tasse.
  • COSA AVETE FATTO ALLE OCHEE, BRUTTI BASTARDI ASSASSINI CAROGNE NON VI COMPRERO’ MAI PIùùùùùùùùù!!11!!

Scusate, sono stato momentaneamente posseduto dallo spirito di un commentatore medio di Facebook. Comunque il danno di immagine causato a Meoncler dal filmato in questione non potrà essere riparato (almeno nel breve periodo), neanche ingaggiando il Michele Misseri ungherese con tanto di forcone come testimonial per la nuova collezione.

Una Polemica dalle gambe corte

Parlando della notizia avrei potuto semplicemente eliminare i punti precedenti all’ultimo, perché l’unico motivo di uno scandalo così ampio è il maltrattamento sulle oche. L’indignazione, il nostro mantra nazionale, viaggia sulle immagini della pelatura brutale degli inermi pennuti. Gli altri passi della puntata si possono al massimo raggruppare in un generico lamento sull’ennesima delocalizzazione selvaggia ai danni del nostro sistema Paese.

Il problema in realtà è molto più vasto: coinvolge l’intero comparto dei grandi brand del lusso, alla ricerca di niente di più che maggiori guadagni, a costo di gettar nel cesso la qualità dei materiali e della lavorazione. Intanto producessero pure vestiti ricavati da sacchi di tela, venderebbero lo stesso, vista la forza dei loro Brand nei riguardi del consumatore.

Report, che seguo da diversi anni nonostante spesso mi provochi travasi di bile, ha trattato molte volte questo tema; con una serie di inchieste sullo sfruttamento dei moderni “Schiavi del lusso” (le potete trovare qui e qui) e sulla delocalizzazione selvaggia del comparto (qui).

Vorrei sbagliare, ma credo che in pochi si siano ricordati di questi documenti d’accusa quando hanno visto la puntata del 2 novembre. Le accuse rivolte a Moncler su Facebook, a quanto ho visto si sono focalizzate sui maltrattamenti e solo in parte marginale ai restanti temi. Lo stesso diffondersi della notizia sui quotidiani gira intorno alle costanti parole chiavi “Moncler e Oche”, mentre la scoperta di una nuova nazione dove Lenin e il lusso si stringono calorosamente la mano non è che importi un gran che.

Report si è consapevolmente giocato “la carta” degli abusi sugli animali a inizio puntata, garantendosi ascolti record, per poi parlare di temi anche più importanti: ma purtroppo l’indignazione riguardo quelle immagini terribili si è assai poco trasmessa per esempio verso le aziende pugliesi con il sedere per terra. D’altronde come possiamo paragonare l’imprenditore Tizio o Caio con le vere vittime spiumate?

Un’altro esempio su recenti puntate della Gabanelli: al clamore per quelle trattanti la Pizza e il Caffè, che insieme alla Pasta sono la nostra santissima trinità, è corrisposto un relativo silenzio riguardo al servizio su Msc e Costa Condordia.

Raccontare che l’ente preposto a controllare le nuove navi da crociera è in mano a chi le costruisce, ed è possibile ignorare bellamente errori e guasti non vale in termini di visibilità quanto mostrare l’acqua sporca nel caffè e forni per le pizze infestati dal lerciume.

In conclusione Report è riuscito ad ottenere una forte risposta dalla platea, ma solo con un tema di lettura immediata: al di là di un estemporaneo #boicottamoncler trovo improbabile che il discorso possa modificarsi in qualche maniera. D’altronde sul Web e non, in quanto a numeri l’emozione immediata batte 10 a 1 il ragionamento.
Wow, ho appena scoperto l’acqua calda.

Qualche nota:

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