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Si tratta di un evento storico: è la prima volta, infatti, che nel nostro Paese si istituisce in sede parlamentare una Commissione per lo studio di questi temi, in conseguenza alla nascita della consapevolezza che considerare internet uno dei vari media è “riduttivo ed improprio”. “Internet – lo si legge proprio sul sito della Camera – è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza”.

È stata la presidenza della Camera a promuovere una Commissione di studio per l’elaborazione di principi in tema di diritti e doveri relativi a internet. L’idea di giungere alla redazione di una carta dei diritti, e quindi alla consultazione della Commissione alla Camera, fa seguito ad alcuni incontri e seminari svolti proprio in tale sede su questi temi. Si tratta di una iniziativa che nasce, inoltre, anche in coincidenza con altre assunte in questo ambito negli ultimi anni a livello internazionale come l’approvazione in Brasile della legge cosiddetta Marco Civil dell’aprile di quest’anno, ed alcune sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

La Commissione che ha elaborato la bozza, presieduta dalla stessa Presidente della Camera Laura Boldrini, è composta sia da deputati che da esperti tra i quali merita di essere citato Stefano Rodotà, che è stato anche garante per la privacy (uno dei temi più scottanti su internet). Essa si è riunita 3 volte: il 28 Luglio, il 22 Settembre e l’8 Ottobre (delle sedute sono disponibili i resoconti sul sito della Camera dei Deputati)

La consultazione invita tutti gli interessati a commentare gli articoli ed i paragrafi della bozza, ma sarà possibile anche inviare ulteriori tipi di contributi liberi relativi alla dichiarazione nel suo complesso, ad esempio proponendo nuovi articoli, la fusione o la soppressione di articoli esistenti, la suddivisione di un articolo in più articoli, eccetera. La raccomandazione che arriva da parte della Camera dei Deputati è quella di motivare sempre le proposte.

Si dovrà discutere in questa consultazione di un documento composto, in questa bozza, da un preambolo e 14 articoli:

  1. Riconoscimento e garanzia dei diritti
  2. Diritto di accesso
  3. Neutralità della rete
  4. Tutela dei dati personali
  5. Diritto all’Autodeterminazione informativa
  6. Inviolabilità dei sistemi e domicili informatici
  7. Trattamenti automatizzati
  8. Diritto all’identità
  9. Anonimato
  10. Diritto all’0blio
  11. Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme
  12. Sicurezza in rete
  13. Diritto all’educazione
  14. Criteri per il governo della rete

Ognuno di questi temi (e degli altri di cui sicuramente i cittadini cproporranno di occuparsi nella versione definitiva della dichiarazione, tra i quali spicca il diritto d’autore) meriterebbe una approfondita trattazione,  e per ognuno di questi temi (e degli altri) sarà sicuramente interessante vedere che sviluppi vi saranno.

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